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DIVERSA, DUNQUE ESCLUSA...

Quando avevo sei anni, durante una vacanza al mare con i miei genitori, ho conosciuto una bambina di nome Martina, che occupava, con la sua famiglia, l'ombrellone accanto al mio.

Era una bambina "speciale", perché il suo viso era "diverso". Aveva dei lineamenti strani: il naso piccolo, la bocca grande, il mento lungo,  gli occhi molto sporgenti, ma, soprattutto, non parlava ed emetteva dei suoni che sembravano versi animali.

Era una bambina tranquilla e capivo che voleva giocare con me e con gli altri che partecipavano alle varie attività di animazione in spiaggia.  I suoi genitori l'accompagnavano ed io stavo vicino  a lei. Martina era contenta, sorrideva e batteva le mani per la gioia. Un mattino, però, due ragazzini la presero di mira, deridendola ed imitando il suo modo di parlare. Martina si spaventò e iniziò a piangere. Io vedevo che Martina aveva paura, ma mi colpiva soprattutto lo sguardo di sua mamma, pieno di dolore e rabbia. Mi dispiaceva tanto vedere che quei ragazzini non rispettavano la bambina "speciale" ne' il dispiacere dei suoi genitori. Io ero piccola, ma capivo che mi trovavo in una situazione dolorosa e che Martina era vittima di un'ingiustizia. Da allora non ho più rivisto Martina, ma la ricordo ancora con affetto. Verso i due ragazzini, ripensandoci, provo invece un sentimento di disprezzo.

Allison Molinari 

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