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Ricordare per...

La memoria… tutti sappiamo cos’è? Penso di no! Quando qualcuno ci chiede perché bisogna ricordare rispondiamo sempre con la solita frase: “BISOGNA RICORDARE PER FAR SI CHE QUESTO FATTO NON SI RIPETA PIÙ!”. Ma non è così!

Bisogna ricordare, non solo l’Olocausto ma qualsiasi avvenimento brutale successo al mondo, per due semplici motivi:

-il primo È CAPIRE, È INFORMARSI, È CONOSCERE, È SAPERE APPRENDERE COSA È SUCCESSO:

Capire come è successo, perché è successo, dove è successo ma soprattutto chiedersi DOV’ERA L’UOMO quando è successo… col senno di poi siamo tutti maestri ma chi è che avrebbe avuto il coraggio di ribellarsi ai Tedeschi! Chi è che sarebbe riuscito a scappare dai campi di concentramento...;

-il secondo È FARE UN PARALLELISMO CON L’OGGI:

Pensiamo che quello che è accaduto sia seppellito sotto terra? Crediamo che le genti oggi dicano “TUTTI SIAMO UGUALI”? Pensiamo che i migranti siano accolti da tutti? Se non sbaglio, anche noi un tempo eravamo migranti per scappare dalla guerra… E allora? Qual è il motivo di questa e di quella discriminazione… io non l’ho ancora capito come non ho ancora compreso, immagino come tanti, il vero senso della seconda guerra mondiale, il vero senso dei campi di concentramento, il vero senso della RAZZA PURA, il vero senso della battaglia!

 

Penso che QUESTI siano i motivi per i quali noi ci ritroviamo qua!

Penso sia questo che deve immaginarsi la nostra mente!

Penso che sia ESSENZIALE per la VITA sapere queste cose!

 

“LA MEMORIA RENDE LIBERI”

Vuol dire questo il motto nero appeso tra le nuvole grigie. Ad Auswitzch c’era scritto il lavoro rende liberi: questo sta a indicare che i nazifascisti oltre che massacrare e far morire gli ebrei li prendevano anche in giro, non davano il diritto loro di ISTRUZIONE, DI CONOSCENZA e LA LIBERTÀ DI PAROLA.

Noi questi diritti li mettiamo sotto le scarpe, li nascondiamo nel giaccone, li diamo per scontati! E allora oggi dobbiamo riflettere sul perché siamo qua e sulla fortuna che ognuno di noi ha nell’essere LIBERO!

 

 

Martina Bettoni

Classe III A di Bozzolo

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